Corrosione intergranulare
La corrosione intergranulare è una corrosione localizzata nel bordo dei grani del reticolo cristallino che per motivi termici, come per esempio la saldatura, risulta sensibilizzato e quindi sensibile agli attacchi aggressivi di particolari agenti corrosivi in quanto la percentuale di cromo risulta insufficiente per la creazione della pellicola protettiva di ossido.
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Acidi
- Acido acetico
- Acido acetico + acido salicilico
- Acido cianidrico
- Acido cianidrico + anidride solforosa
- Acido fluoridrico + solfato di ferro
- Acido formico
- Acido fosforico
- Acido f-talico
- Acido lattico
- Acido nitrico
- Acido ossalico
- Acido solforico
- Acido solforico + acido acetico
- Acido solforoso
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Cloruri
- Cloruro di cromo
- Cloruro di ferro
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Solfati
- Solfato di ammonio
- Solfato di ferro
- Solfato di rame
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Nitrati
- Nitrato di ammonio
- Nitrato di calcio
- Acciai della serie L (low Carbon) dove la percentuale di carbonio e inferiore allo 0,02% nel caso di acciai austenitici e dello 0,002% nel caso di acciai ferritici i quali, grazie al ridotto contenuto di carbonio, hanno il tempo di sensibilizzazione di gran lunga superiore a quello di permanenza indotto dal riscaldamento durante le operazioni di saldatura.
- Nel caso di strutture saldate preferire gli acciai inossidabili stabilizzati ovvero quegli acciai contenenti elementi stabilizzanti come il Titanio o il Niobio i quali hanno il duplice scopo di innalzare l’intervallo di temperatura di sensibilizzazione in modo che non venga mai raggiunto durante le operazioni di saldatura e di catturare il Carbonio disponibile, con la precipitazione dei corrispettivi carburi nella massa austenitica, prima che il Cromo si unisca ad esso.
